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Verba Manent 1 - pag. 277 n. 1 → Il mito di Ciparisso

Verba Manent 1

Pagina numero: 277

Versione numero: 1

Il mito di Ciparisso

Ciparisso era un bel giovane, molto caro ad Apollo per via dell’eleganza e della bellezza. Un giorno egli ricevette in custodia dal dio un animale sacro: un cervo dalla bellezza straordinaria e dalle grandi corna d’oro. E così Ciparisso , felice per il dono, percorreva i boschi insieme al cervo; egli mise, al collo del cervo, delle briglie d’argento e lo portò di fronte alla gente come un animale d’allevamento. Talvolta egli montava sul cervo, afferrava con le mani le corna d’oro e correva con lui attraverso i boschi. Un giorno Ciparisso desiderava andare a caccia, ed allora lasciò il cervo da solo in un luogo scoperto e cominciò ad attaccare gli uccelli con le frecce; alla fine, quando vide una volpe presso un cespuglio di rovi, la inseguì con clamore. Ma la volpe astuta all’improvviso fuggì dalla vista, Ciparisso però non smise di ricercarla, e quando sentiva un rumore, anche lieve, tendeva l’arco. Improvvisamente percepì un movimento nei cespugli, mise una freccia sulla corda dell’arco e la scagliò in maniera decisa: ma accidentalmente colpì il cervo divino. Ciparisso venne preso da grande dolore, ricercò l’animale e alla fine lo trovò presso un lago: l’animale rivolse gli occhi verso il giovane ed esalò l’ultimo respiro. Quando Apollo venne a sapere la morte del cervo, Ciparisso non chiese alla divinità misericordia né perdono, desiderò soltanto piangere il caro amico e piangeva in continuazione. Apollo, commosso dalla pietà, decise di alleviare il suo dolore, e trasformò il giovane in un albero, cioè nel cipresso. In seguito, il cipresso fu considerato da tutti un simbolo luttuoso e funebre.

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→ Ciparissus pulcher adulescens erat Apollini gratia pulchritudineque …

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