Cassius
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Catullus ad cenam amicum suum Fabullum invitavit. Ei epistulam misit in qua scriptum erat …

Monitor - Lezioni 1

Pagina numero: 356

Versione numero: 166

Uno strano invito a cena.

Catullo invitò ad una cena il proprio amico Fabullo. A lui inviò una missiva nella quale era stato scritto: Tra pochi giorni presso di me, o mio Fabullo, cenerai bene. Ma dovrai rispettare questa indicazione: porta una cena abbondante e buona, non venire a casa mia da solo, ma porta con te una candida fanciulla. Mi mancano il vino e il sale. La tasca del tuo Catullo è piena di ragnatele. E non dimenticare l’umorismo: i tuoi scherzi mi divertono. In cambio riceverai pure delizie: infatti io di darò un unguento che Venere in persona ha donato alla mia fanciulla, e non appena tu lo annuserai, sarai tutto naso. Resti a casa oppure viene a cena? Cosa desideri? Perché indugi? Alla fine Catullo, esultante, accolse l’amico che si avvicinava a casa sua.

Versione tratta da: Catullo

Pag. 356 n. 166

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