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Versione | pag. 508 n. 168 → Catilina parla ai congiurati

Mirum Iter 1

Pagina numero: 508

Versione numero: 168

Catilina parla ai congiurati

Catilina, quando vide (→ presente storico) che si erano radunati coloro che ho ricordato poc’anzi, sebbene avesse spesso discusso molte cose con loro uno alla volta, tuttavia, ritenendo che sarebbe stato utile chiamare tutti e incitarli, si ritirò (→ presente storico) in una zona appartata della casa, e qui tenne un discorso di questo tipo: Dal momento che, in numerose e importanti occasioni io vi ho conosciuto coraggiosi e leali nei miei confronti, allora l’animo (ossia: “il mio animo”) ha osato intraprendere un’azione importante e bella, anche perché ho capito che per voi sono buone e cattive le medesime cose che lo sono per me: infatti una salda alleanza, in fondo, è il volere e il non volere la medesima cosa. Ma voi tutti avete già ascoltato precedentemente le cose che ho pensato con la mente. D’altronde l’animo mi si infiamma di giorno in giorno di più, quando penso quale sia la futura condizione di vita, ne noi stessi non ci riportiamo in libertà. Infatti, dopo che lo Stato è finito in potere e sotto l’autorità di pochi potenti, i re sono loro contribuenti, e i popoli, le nazioni, pagano tributi a loro; tutti gli altri, valorosi, onesti, nobili e non nobili, siamo stati un popolino senza prestigio, e senza potere. E allora, o uomini coraggiosi, fino a quando sopporteremo queste cose? Non è forse preferibile morire con valore, piuttosto che perdere con disonore una vita infelice e indegna? L’età è robusta, lo spirito è forte.

Versione tratta da: Sallustio
Pag. 508 n. 168

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