Cassius
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Casu in amphitheatrum ii et in meridianum spectaculum incidi, lusus videre volens …

Latino ad hoc 2

Pagina numero: 152

Versione numero: 31

Brutalità dei duelli tra gladiatori

Per caso mi recai nell’anfiteatro e capitai ad uno spettacolo pomeridiano, desiderando di vedere giochi, arguzie, e un po’ di divertimento per riposare gli occhi degli uomini, dopo lo spargimento di sangue umano. Succede il contrario: qualunque spettacolo di gladiatori fu combattuto in precedenza, fu un gesto di mitezza; ora, messe da parte le frivolezze, ci sono veri e propri omicidi. I gladiatori non hanno niente con cui si possano coprire. Esposti con i corpi interi al colpo, non si scontrano mai invano, i più degli spettatori preferiscono questa cosa. La spada non viene attutita né dall’elmo, né dallo scudo. A quale scopo le protezioni? A quale scopo le tecniche di combattimento? Tutte codeste cose fanno tardare la morte. Durante la mattina gli uomini vengono gettati in pasto a leoni ed orsi, e durante il pomeriggio ai loro spettatori, i quali vogliono che coloro che hanno ucciso siano gettati in pasto a coloro che li uccideranno e che conservano il vincitore per una morte futura; la via di uscita di coloro che combattono è la morte. La questione si risolve con la spada e col fuoco, “Ma qualcuno ha commesso un furto, ha ucciso un uomo”. E quindi? Poiché ha ucciso egli ha meritato di sopportare questo? E tu, oh sventurato, cosa hai meritato per sopportare questo spettacolo? “Uccidi! Colpisci! Brucia! Per quale ragione affronta tanto paurosamente la spada? Per quale ragione uccide con poco coraggio? Per quale ragione muore poco volentieri oppure non vuole morire? A sferzate sia spinto alla lotta cruenta, che ricevano con i petti nudi e l’uno di fronte all’altro colpi reciproci”. Lo spettacolo è interrotto: “Nel frattempo siano sgozzati degli uomini affinché non ci si annoi”.

Versione tratta da: Seneca

Pag. 152 n. 31

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