Cassius
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Versione | pag. 314 n. 86 → L’inutile dono della profezia

Mirum Iter 1

Pagina numero: 314

Versione numero: 86

L’inutile dono della profezia

A Cassandra, la figlia di Priamo, gli dèi avevano concesso la preveggenza, ma i Troiani privarono di credito i vaticini della giovane: Cassandra, infatti, rifiutò l’amore di Apollo e venne punita dal dio. La fanciulla avvertiva spesso i suoi concittadini riguardo alla rovina di Troia, ma i Troiani, ormai, si trovavano in grande aspettativa di vittoria. I Greci, tuttavia, avevano organizzato il noto inganno, e, dopo dieci anni, misero in scena la fine della guerra: infatti lasciarono un cavallo di notevole grandezza sulla pianura davanti alle porte della città. A quel punto, però, Cassandra non diede credito all’apparenza e rivelò ai comandanti dell’esercito Troiano la verità. Ma i Troiani, dopo una sterminata serie di sventure, attendevano il giorno della vittoria e negarono la fiducia a Cassandra. Durante la notte, poi, i Greci espugnarono la città, ed anche Cassandra, premonitrice delle avversità, venne catturata.

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