Cassius
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Tu Quoque - pag. 372 n. 9.1 → De cane avido

Tu Quoque

Pagina numero: 372

Versione numero: 9.1

De cane avido

Un certo cane giunse ad un fiume per attraversarlo a nuoto, tenendo con la bocca un pezzo di carne. Dopo che fu entrato in acqua e dopo che ebbe visto il riflesso della carne nell’acqua che la rispecchiava, aprì la sua bocca per prendere l’altra. Ma in questo modo perse nel fiume quella che reggeva e non poté prendere quella che aveva creduto che si trovasse sott’acqua. Spesso gli avidi, per impadronirsi delle cose altrui, perdono anche tutte le loro cose.

Pag. 372 n. 9.1

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