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Versione | pag. 432 n. 255 → Gaio Fabrizio e l’elefante di Pirro

ALIAS

Pagina numero: 432

Versione numero: 255

Gaio Fabrizio e l’elefante di Pirro

Tra gli ambasciatori che erano andati da Pirro, il re degli Epiroti, per la liberazione dei prigionieri, uno fu Caio Fabrizio. Pirro, dopo aver appreso che il nome di costui era insigne tra i Romani, come d’un uomo giusto e capace in guerra, ma estremamente povero, lo trattò più affettuosamente di tutti gli altri, e a lui offrì regali ed oro. Fabrizio rifiutò tutto. Il giorno dopo, dal momento che Pirro voleva spaventarlo con la visione improvvisa di un elefante, diede ai suoi il segnale di condurre l’animale dietro una tenda, mentre Fabrizio parlava con lui. Quando ciò fu stato fatto, dato il segnale, e scansata improvvisamente la tenda, l’animale emise un verso spaventoso, e sollevò la proboscide sopra la testa di Fabrizio. Ma quello, calmo, sorrise e disse a Pirro: Il tuo animale, oggi, non mi turba più di quanto mi abbia sedotto ieri il tuo oro.

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