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Versione | pag. 278 n. 47 → Difficoltà logistiche dei Romani in Gallia

Lingua e Cultura Latina 1 Edizione Gialla

Pagina numero: 278

Versione numero: 47

Difficoltà logistiche dei Romani in Gallia

All’arrivo di Cesare, i Veneti e le rimanenti altre popolazioni della costa marittima, che si trovano di fronte alla Britannia, per via della grandezza del pericolo, e per la paura della schiavitù, stabiliscono di preparare la guerra: fortificano le città, radunano il grano dai campi nelle città, preparano le navi e tutte le cose che riguardano l’utilizzo delle navi, prendono con sé, in qualità di alleati per la guerra, i Lessovi, i Morini e i Menapi, mandano a chiamare rinforzi dalla Britannia. Nel frattempo, i soldati Romani, poiché non conoscevano i guadi, i porti e le isole di quelle regioni, erano in grande difficoltà: infatti, i percorsi a piedi erano interrotti da stagni e paludi, la navigazione era preclusa a causa della non conoscenza dei luoghi e del ridotto numero di attracchi, e inoltre gli eserciti non potevano restare a lungo nella regione nemica, a causa della mancanza di grano. Per giunta, le ubicazioni delle città erano all’estremità di lingue (di terra) e di promontori e, quando la marea saliva, non offrivano via d’accesso alla fanteria o alla cavalleria, e quando la marea scendeva, (non offrivano via d’accesso) alle navi: perciò l’assedio delle città era completamente precluso.

Versione tratta da: Cesare
Pag. 278 n. 47

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