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Lingua e Cultura Latina 2 - pag. 258 n. 2 →

Lingua e Cultura Latina 2

Pagina numero: 258

Esercizio numero: 2

1. Dopo che a Cesare fu riferito (nuntiatum esset) ciò, che essi (gli Elvezi) tentavano di compiere il viaggio attraverso la nostra provincia, egli si affrettò (presente storico) a partire da Roma.
2. Gli ho scritto molto scrupolosamente al tuo riguardo e ho unito quella lettera con questa lettera.
3. M. Curio è di una tale gentilezza e di una tale devozione, che io lo considero raccomandato a te già da solo (ossia: “per i suoi stessi meriti”, “senza bisogno di presentazioni”).
4. Lo stato delle cose è tale che l’animo non prevede nulla di buono.
5. Cesare lasciò a quel luogo, come difesa, Gaio Volcacio Tullio, e partì di persona alla volta della guerra contro Ambiorige.
6. Antonio, perduta la speranza nelle circostanze, poiché tutti passavano dalla parte di Augusto, si uccise da solo.
7. Noi tutti siamo i medesimi, e poiché in questa guerra noi portiamo tutte le medesime cose che abbiamo portato nelle guerre precedenti, aspettiamoci il medesimo esito della guerra!
8. Perché un uomo del tutto innocente e per giunta molto istruito si trova in esilio?
9. Noi chiediamo questa cosa per mezzo di suppliche e di lacrime.
10. Questi lottano con i giavellotti, quelli con i sassi.
11. Costoro sono sordi alle parole di quelli, e quelli sono sordi alle parole di costoro.
12. Costui è quel grande Demostene.

Pag. 258 n. 2

→ Caesari, cum id nuntiatum esse, eos (Helvetios) per provinciam nostram iter facere conari, maturat …

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