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LL - Seconda Edizione - pag. 298 n. 9 → I soldati della settima legione

LL - Seconda Edizione

Pagina numero: 298

Versione numero: 9

I soldati della settima legione

Cesare, dopo che l’esercito era stato disposto, ed un luogo adatto per l’accampamento era stato occupato, lasciate dieci coorti vicino al mare, pose Quinto Atrio a capo della guarnigione e delle navi, e si diresse verso i nemici. Egli stesso, poiché durante la notte era avanzato di molto, scorse le truppe dei nemici. Quelli, da un luogo più elevato, iniziarono a tenere lontano i nostri tramite i carri da guerra, e ad intraprendere la battaglia. I nemici, respinti dalla cavalleria, si nascosero nei boschi, e occuparono un’area efficacemente protetta sia per la conformazione naturale, sia per il lavoro di fortificazione, che già in precedenza avevano preparato ai fini di una guerra interna; infatti, una volta che i fitti alberi erano stati tagliati, tutti gli accessi erano preclusi. Essi stessi, dai boschi, contrattaccavano sparsi, e non permettevano ai nostri di entrare nelle fortificazioni. Ma i soldati della settima legione, formata la testuggine, e accostato un terrapieno alle fortificazioni (ossia: “dopo che ebbero realizzato un terrapieno a ridosso delle fortificazioni nemiche”), conquistarono il luogo, e cacciarono quelli via dai boschi, dopo aver subìto pochi danni. Però Cesare vietò di inseguire i nemici che scappavano, perché non conosceva la geografia del luogo e perché, dato che buona parte della giornata era già trascorsa, voleva rinforzare l’accampamento.

Versione tratta da: Cesare

Pag. 298 n. 9

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