Cassius
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Caesar conversus ad ordinandum rei publicae statum senatum supplevit et praetorum, aedilium, quaestorum …

Il Nuovo Expedite 2

Pagina numero: 169

Versione numero: 194

Le riforme realizzate e i propositi vagheggiati di Cesare.

Cesare, determinato a riassettare l’ordinamento dello stato, completò il senato e ampliò il numero dei pretori, degli edili, dei questori e anche dei magistrati minori. Inoltre distribuì ottantamila cittadini nelle colonie oltremare; fece dono della cittadinanza a tutti i medici e gli eruditi nelle arti liberali, affinché vivessero più volentieri a Roma. Amministrò la giustizia in maniera estremamente severa e accurata, innalzò le pene dei delitti. Riguardo all’abbellire e all’edificare Roma e allo stesso modo riguardo al proteggere e all’ampliare l’impero, si proponeva di giorno in giorno cose più numerose e più grandi: per prima cosa costruire un tempio di Marte, dopo aver riempito e spianato il lago nel quale aveva offerto lo spettacolo della naumachia, e costruire un teatro di notevole grandezza presso il monte Tarpeio; raccogliere in pochissimi libri le leggi migliori e necessarie dell’immensa e sparpagliata quantità di leggi; aprire al pubblico biblioteche Greche e Latine più grandi che potesse, dopo aver dato a Marco Varrone l’incarico di organizzarle; bonificare le paludi Pontine; fortificare la strada dal mare Adriatico, attraverso la dorsale dell’Appennino, fino al Tevere; traforare l’istmo di Corinto; frenare i Daci che si erano riversati nel Ponto e in Tracia; muovere guerra ai Parti. Mentre meditava e compiva simili cose la morte lo anticipò.

Versione tratta da: Svetonio

Pag. 169 n. 194

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