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Versione | pag. 460 n. 143 → Compianto di un giovane amico

Mirum Iter 1

Pagina numero: 460

Versione numero: 143

Compianto di un giovane amico

C. Plinio saluta il suo Marcellino. Il dolore che ho patito per la morte di Giunio Avito mi ha tolto, allontanato, e strappato via tutte le passioni, tutti gli interessi, tutti gli svaghi. Egli aveva indossato il laticlavio in casa mia, ed è stato supportato dal mio voto, quando entrò in politica; oltre a ciò, mi apprezzava a tal punto, a tal punto mi rispettava, da avvalersi di me come precettore di (buoni) costumi, di me, per così dire, come un maestro. Questa cosa (è) rara fra i nostri giovani, che capiscono subito, conoscono subito tutte le cose. Ma non Avito: egli faceva cose utili, e sempre si ritirava in maniera da considerarsi migliore, vuoi perché aveva ascoltato, vuoi perché aveva proprio chiesto. Quale rispetto egli dimostrò all’eccellente uomo di Serviano! Da tribuno, comprese e a tal punto attrasse il luogotenente Serviano che dalla Grecia lo seguì in Pannonia non come un commilitone, ma come un compagno e come un seguace. Mi rammarico per la sua giovinezza, sono affranto per il lutto della famiglia (letteralmente: “delle sue parentele”). Un solo giorno ha mutato tante speranze, tante gioie nelle cose opposte. Stammi bene.

Versione tratta da: Plinio il Giovane
Pag. 460 n. 143

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