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C. Iulio Caesari clarissimo omnium Romanorum acutum ingenium magnaque …

La Lingua delle Radici Ediz. Blu 1

Pag. 257, Esercizio 25

/ La Lingua delle Radici 1, Pag. 271, Esercizio 25

C. Giulio Cesare, il più illustre di tutti i Romani, ebbe un’acuta intelligenza e una grande abilità nelle questioni militari. Da giovane fu tanto appassionato di letteratura Latina quanto di letteratura Greca, poi perseguì con grandissimo impegno la gloria delle armi. E così fu non soltanto un comandante valoroso, ma anche uno storico acutissimo. Mentre era pretore in Ispania, con una dura guerra sconfisse i Lusitani, di gran lunga i più valorosi tra tutti gli abitanti dell’Ispania. Successivamente sottomise le popolazioni e le tribù della Gallia, e rese sicuri i territori dell’impero Romano contro le incursioni dei Galli. Fece un patto con Pompeo e Crasso, ma, dopo la morte di Crasso, combatté contro Pompeo, e lo sconfisse sul campo di battaglia di Farsalo. Dopo essere ritornato in patria, abbellì Roma con bei monumenti, e governò lo stato con grandissima saggezza. Più clemente che avveduto, concesse il perdono a molti avversari, e con l’eccessiva indulgenza accrebbe l’impudenza e la temerarietà dei congiurati. Alla fine, alle Idi di Marzo, la moglie di Cesare invano avvertì il marito: “Sii più attento, oh Cesare, resta a casa!”. Cesare però trascurò le parole della moglie e si affrettò verso la Curia, dove fu ucciso da Bruto e Cassio.

C. Iulio Caesari clarissimo omnium Romanorum acutum ingenium magnaque …





 
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