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Versione | pag. 337 n. 13 → Giugurta si distingue nella guerra di Numanzia

Il Nuovo Latino a Colori 1

Pagina numero: 337

Versione numero: 13

Giugurta si distingue nella guerra di Numanzia

Nella guerra di Numanzia Micipsa, re di Numidia, mandò rinforzi di cavalieri e di fanti al popolo romano. A capo dei Numidi che inviava in Spagna pose Giugurta. Giugurta, siccome era di indole infaticabile e acuta, non appena conobbe il temperamento di Scipione, che i Romani a quell’epoca avevano per generale, e le usanze dei nemici, in breve era pervenuto, con molta fatica e con molta cura, a una grande notorietà. E davvero era tanto coraggioso in combattimento quanto saggio nelle decisioni (lett.: singolare). Perciò il generale gestiva pressoché tutte le situazioni difficili per mezzo di Giugurta, lo teneva tra gli amici, lo apprezzava ogni giorno di più: nessun suggerimento né progetto di lui, infatti, era inutile. A ciò si univa la generosità d’animo e la prontezza d’intelletto, per mezzo delle quali aveva legato a sé numerosi dei Romani in un’intima amicizia. Dopo che Numanzia era stata annientata, P. Scipione lodò Giugurta con solennità dinanzi all’assemblea. Spedì, quindi, una lettera a Micipsa. Questo era il suo contenuto: il valore del tuo Giugurta nella guerra di Numanzia è stato davvero notevolissimo: la cosa è certamente una gioia per te (lett.: “la cosa è certamente di gioia per te”, doppio dativo). Ci è caro per i suoi meriti: ti faccio le mie congratulazioni per la nostra amicizia. Hai un uomo degno di te. Il re, dunque, colpito dal valore dell’uomo, adottò Giugurta e nel testamento lo indicò come erede, alla pari con i figli.

Versione tratta da: Sallustio
Pag. 337 n. 13

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