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Grammatica Picta 1

Pagina numero: 358

Esercizio numero: 11

1. I barbari avevano saputo che la città, protetta sia dalla geografia del luogo, sia dall’esercito, era stata espugnata in pochi giorni: e così cominciarono a mettersi d’accordo, a scambiarsi ostaggi, a preparare le truppe.
2. Non sappiamo né concedere, né ricevere favori, e non è sorprendente che, tra vizi numerosissimi ed enormi, nessuno è più ricorrente di un animo irriconoscente (ossia: “nessuno è più ricorrente dell’ingratitudine”).
3. Appena si accorse di essere aggredito da tutte le direzioni con i pugnali stretti, Cesare si coprì la testa con la toga.
4. Licurgo, legislatore Spartano, finse che autore di quelle leggi fosse l’Apollo Delfico.
5. Si sa che Annibale ed Amilcare furono superiori a tutti, in Africa, sia in fatto di grandezza del valore, sia in fatto di astuzia.
6. Dunque l’animo si accorge di essere mosso; e quando si accorge di ciò, si accorge anche che è mosso dalla propria forza, non dalla forza altrui.
7. Dopo che gli ambasciatori dei Romani furono giunti alla fortezza ed ebbero circondato con una massa di uomini la dimora di Annibale, un fanciullo disse ad Annibale che c’erano molti uomini armati.
8. Penso, o giudici, che voi, in virtù della vostra sensibilità, siate stati fortemente turbati da questi crimini tanto grandi da me brevemente indicati.

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