Cassius
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Bacchanalia si quidem primo paucis tradita sunt deinde vulgata …

Latino ad hoc 2

Pagina numero: 42

Versione numero: 11

La repressione dei Baccanali

I Baccanali, sebbene di certo all’inizio furono comunicati a pochi, alla fine si diffusero tra gli uomini e le donne. Al culto furono aggiunti i piaceri del vino e dei banchetti, affinché fossero attratti gli animi di più persone. Dopo che il vino aveva fatto divampare gli animi e la notte e la promiscuità di maschi e femmine (lett. i maschi mescolati alle femmine) avevano cancellato del tutto il limite del pudore, cominciarono da principio a verificarsi sconcezze di ogni sorta, poiché tutti avevano pronto (a portata di mano) il piacere della loro voglia. Allora il senato ordinò che fossero rese grazie al console, che aveva indagato quel fenomeno sia con particolare cura sia senza alcun clamore. Alla fine affida ai consoli, con procedura straordinaria, la questione riguardante i Baccanali e i riti notturni; stabilisce che i sacerdoti di quei riti, sia maschi che femmine, vengano ricercati non solo a Roma, ma attraverso tutte le piazze e i luoghi d’incontro, per metterli nelle mani dei consoli. Inoltre emanò editti nella città di Roma e per tutta l’Italia, affinché nessuno, che fosse stato iniziato ai culti di Bacco, si incontrasse con altri per compiere i riti, o compisse cerimonie di quel genere. Prima di tutte viene affrontata la questione riguardante coloro che si riunirono o congiurarono per commettere stupro o crimine. Se qualche imputato fosse fuggito, i consoli avrebbero stabilito una data: se a quella data l’imputato non avesse risposto, sarebbe stato condannato da assente. Il senato decretò queste cose.

Versione tratta da: Livio

Pag. 42 n. 11

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