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Grammatica Picta 1

Pagina numero: 106

Esercizio numero: 38

1. Certamente non riteniamo felici gli avidi.
2. Socrate irrideva gli arroganti.
3. Vediamo uno spettacolo spaventoso: alcuni sono trafitti dalla spada, altri dalle frecce, altri ancora fuggono (lett.: “volgono le spalle”).
4. Il popolo Romano perde molte cose, quando perde un buon cittadino.
5. Il prefetto si reca all’accampamento dei Romani e degli alleati: elogia gli uni con parole vivaci, rimprovera gli altri con aspre offese.
6. Molti libri sono letti, nella fattoria di Cornelio, dai figli Publio e Lucio: infatti Cornelio è un uomo di grande cultura, ed entrambi i fanciulli amano leggere.
7. Sconfiggiamo i barbari grazie all’accortezza e alla saggezza, senza alcun inganno.
8. È straordinaria l’abilità degli agricoltori Romani.
9. Abbandonavi la patria, o poeta: infatti Dionigi, il crudele tiranno di Siracusa, opprime gli abitanti con un regime funesto.
10. Gli spergiuri dicono cose false.
11. Le imbarcazioni erano concentrate in un luogo stretto: infatti a malapena qualche dardo andava a vuoto.
12. L’animo rabbioso di Catilina era agitato sempre di più dalla povertà.
13. Non chiedo al popolo Romano alcuna altra ricompensa, se non una dignitosa tranquillità.
14. Nella vita dei tiranni non c’è alcuna sicurezza di affetto duraturo, nessuno spazio per l’amicizia.
15. Il saggio è al sicuro, e non è colpito da alcun torto o offesa.

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→ Avaros quidem beatos non puitamus. Superbos irridebat …

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