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Versione | pag. 286 n. 6 → L’imperatore Aureliano

Plane Discere 2

Pagina numero: 286

Versione numero: 6

L’imperatore Aureliano

Aureliano, rispetto alla bellezza fu splendido, bello in maniera virile, piuttosto alto quanto a statura, di muscoli fortissimi, un po’ troppo desideroso di vino e di cibo, di rara intemperanza, di enorme severità, di straordinaria disciplina, bramoso di sguainare la spada. Ampliò le mura della città di Roma al punto che le cinte di essa racchiudono circa cinquanta miglia di opere murarie. Egli medesimo perseguì con la massima severità gli accusatori di professione e i delatori. Ai fini della sicurezza dei privati cittadini, egli ordinò una volta per tutte che nel Foro di Traiano venissero bruciate le liste di proscrizione ufficiali. Sotto di lui venne anche stabilita un’amnistia dei reati contro lo Stato, sull’esempio degli Ateniesi, una prassi che anche Tullio (Cicerone) ricorda nelle Filippiche. Perseguì, oltre la misura militare, i ladri delle province (ossia: “i governatori corrotti della province”), colpevoli di estorsione e di peculato, al punto da punirli con torture e supplizi enormi. Ripose nel tempio del Sole molto oro e gemme. Si dice, inoltre, che fosse di tale crudeltà da rivolgere a numerosi senatori la finta accusa dell’organizzazione di una congiura o un colpo di stato, in maniera da poterli uccidere più facilmente.

Versione tratta da: Historia Augusta
Pag. 286 n. 6

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