Cassius
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Audito nomine Numae, patres Romani omnes, qui novum Romae regem consalutaturi erant …

Latino ad hoc 2

Pagina numero: 33

Versione numero: 42

Cerimonia augurale per il futuro re Numa

Una volta sentito il nome di Numa, tutti i senatori Romani, che erano sul punto di acclamare il nuovo re di Roma, stabiliscono che il regno dovrà essere assegnato a Numa Pompilio, di circa trent’anni di età. Dopo essere stato chiamato a Roma, nella stessa maniera in cui Romolo, dopo aver chiesto gli auspici degli dèi, aveva fondato la città e si era impadronito del potere, egli (Numa) ordinò che gli dèi fossero consultati anche riguardo a sé. Quindi, condotto sulla rocca da un augure, si sedette su una pietra rivolto verso sud. L’augure, col capo coperto, prese posto alla sua sinistra, tenendo con la mano destra un bastone ricurvo privo di nodo, che si chiamava lituo. Poi, quando, dopo aver rivolto lo sguardo verso Roma e il territorio, supplicò gli dèi, tracciò le regioni (del cielo) da oriente a ponente, e disse che quelle a sud erano favorevoli, mentre quelle a nord erano sfavorevoli; allora, dopo aver passato il bastone nella mano sinistra, e aver posto la destra sulla testa di Numa, supplicò in questo modo: “Oh padre Giove, se è destino che questo Numa Pompilio, del quale io tengo la testa, sia il re di Roma, indicaci segni certi tra quei confini che io ho tracciato!”. Poi descrisse con le parole gli auspici che desiderava che fossero inviati da Giove. Poiché questi furono inviati, dopo essere stato dichiarato re Numa discese dal tempio.

Versione tratta da: Livio

Pag. 33 n. 42

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