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Repetita 1 - pag. 176 n. 21 → Appello di Memmio ai Romani

Repetita 1

Pagina numero: 176

Versione numero: 21

Appello di Memmio ai Romani

Ma chi sono quelli che si sono impadroniti dello Stato? Uomini scelleratissimi, dalle mani insanguinate, di immensa avidità, malvagissimi e allo stesso modo estremamente arroganti, per i quali la lealtà, l’onore, la pietà, insomma tutte le cose oneste e disoneste, sono fonte di profitto. Così, quanto peggio si comportò ciascuno, tanto più è al sicuro: hanno fatto passare il timore, dalla propria scelleratezza, alla vostra viltà: e il desiderare le medesime cose, il disprezzare le medesime cose, il temere le medesime cose ha riunito tutti costoro in uno solo. Ma se ciò tra gli onesti è amicizia, tra malvagi è complicità. Che se voi aveste tanta cura della libertà, quanto quelli sono smaniosi di dominio, di certo lo Stato non sarebbe, come ora, devastato, e i privilegi nelle vostre mani sarebbero per i migliori, non per i più sfrontati. I vostri antenati, per i diritti, per due volte occuparono armati l’Aventino per mezzo di una secessione, e voi, in difesa della libertà che avete ricevuto da quelli, non vi adopererete con il massimo sforzo?

Versione tratta da: Sallustio

Pag. 176 n. 21

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