Cassius
Community

Versione | pag. 149 n. 16 → Panico nell’esercito di Pompeo

Il Tantucci Plus 2

Pagina numero: 149

Versione numero: 16

Panico nell’esercito di Pompeo

Tuttavia Pompeo, una volta sapute queste cose che erano state fatte a Orico e ad Apollonia, temendo per Durazzo, si diresse in quel luogo con marce sia diurne che notturne. Contemporaneamente, si diceva che Cesare si avvicinava, e sull’esercito di lui si abbatté un terrore tanto grande, dato che accelerando aveva unito la notte al giorno e non aveva interrotto la marcia, che quasi tutti quelli provenienti dall’Epiro e dalle regioni circostanti abbandonavano le insegne, in numerosissimi gettavano via le armi, e la marcia appariva somigliante ad una fuga. Ma, dopo che Pompeo si fu stanziato nelle vicinanze di Durazzo, ed ebbe ordinato di tracciare l’accampamento, dato che allora l’esercito era ancora spaventato, Labieno, in qualità di capo, si fece avanti (presente storico) e giurò (presente storico) che egli non l’avrebbe abbandonato e che sarebbe andato incontro al medesimo destino, qualunque la sorte gli avesse assegnato. I rimanenti luogotenenti giurano questa medesima cosa; i tribuni dei soldati e i centurioni li seguono, e tutto l’esercito giura la medesima cosa. Cesare, dato che la strada alla volta di Durazzo era stata già occupata, smise di accelerare (lett: “mette fine all’accelerare”, presente storico), e collocò l’accampamento (presente storico) sul fiume Apso, nel territorio degli Apolloniati, affinché, grazie alla guarnigione difensiva, le città rimaste leali fossero al sicuro, e decise (presente storico) di attendere in quel luogo l’arrivo delle rimanenti legioni provenienti dall’Italia e di svernare sotto le tende. Pompeo fece questa medesima cosa, e, dopo che l’accampamento fu stato posto al di là del fiume Apso, condusse in quel luogo tutte le truppe e i rinforzi.

Versione tratta da: Cesare
Pag. 149 n. 16

→ Tutti gli esercizi di frasi e le versioni di Il Tantucci Plus 2