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Versione | pag. 389 n. 114 → L’amore di Tiberio per le lettere

Mirum Iter 1

Pagina numero: 389

Versione numero: 114

L’amore di Tiberio per le lettere

Tiberio praticò con dedizione le arti liberali. Nella prosa latina si rifece a Corvinio Messala, che, da giovane, aveva conosciuto già vecchio. Compose anche un poema lirico, il cui titolo è “Lamento per la morte di L. Cesare”. Confezionò anche poemi Greci, nei quali aveva imitato Euforione, Riano e Partemio, poeti che ammirava particolarmente: infatti ebbe l’ardire di diffondere le loro opere e raffigurazioni nelle biblioteche pubbliche, tra i principali autori antichi. Fondamentalmente, tuttavia, si occupò di informazione di storia leggendaria, fino alle minuzie e al ridicolo. Infatti metteva alla prova anche gli eruditi con problemi all’incirca di questo tipo: Chi era la madre di Ecuba? Quale nome aveva avuto Achille tra le fanciulle? Perché le Sirene avevano l’abitudine di cantare? Nell’oratoria Greca era disinvolto e versato, tuttavia non la praticò ovunque: soprattutto in Senato, non impiegava parole Greche; una volta, addirittura, poiché doveva dire “monopolio”, chiese prima perdono, perché si serviva di una parola straniera.

Versione tratta da: Svetonio
Pag. 389 n. 114

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