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Versione | pag. 211 n. 132 → Aristide esiliato perché… troppo giusto!

Lingua e Cultura Latina 2

Pagina numero: 211

Versione numero: 132

Aristide esiliato perché… troppo giusto!

Aristide, ateniese, figlio di Lisimaco, fu pressappoco coetaneo di Temistocle. Perciò lottò con lui per la supremazia; in effetti si calunniarono fra loro. A proposito di costoro, peraltro, si comprese quanto l’eloquenza valesse più della rettitudine. Benché, infatti, Aristide spiccasse per integrità al punto da essere soprannominato, unico a memoria d’uomo, “il Giusto”, tuttavia egli, diffamato da Temistocle, con quel famoso coccio fu condannato a un esilio di dieci anni. E poiché costui (Aristide) aveva notato un certo cittadino che scriveva che egli fosse bandito dalla patria, raccontano che gli chiese per quale ragione facesse ciò, o che cosa avesse compiuto Aristide, e perché fosse ritenuto meritevole di un castigo così grande. A costui (ossia: “Ad Aristide”) quello rispose che egli non conosceva Aristide, ma che non gli piaceva il fatto che si fosse dato tanto avidamente da fare per essere soprannominato “il Giusto” a discapito di tutti gli altri. Costui (Aristide) non scontò l’intera condanna di dieci anni. Infatti, dopo che Serse calò in Grecia, all’incirca cinque anni dopo che egli era stato esiliato, fu riammesso in patria per decreto del popolo.

Versione tratta da: Cornelio Nepote
Pag. 211 n. 132

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