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Versione | pag. 243 n. 5 → Aretusa

Verba Manent 1

Pagina numero: 243

Versione numero: 5

Aretusa

Aretusa era una bella ninfa, e viveva con gioia, insieme alle sue sorelle, nei boschi rigogliosi e sui monti dell’Acaia. Un giorno, stanca dopo una lunga battuta di caccia, (Aretusa → soggetto sottinteso) ritornava nel bosco e, lungo la strada, vede le limpide acque del fiume Alfeo ed immerge in esse le proprie membra. All’improvviso percepisce un rauco mormorio al di sotto del fiume, poi sente una voce proveniente dalle acque: Verso dove ti affretti o Aretusa? Sono Alfeo, la divinità di questo fiume”. Spaventata, la ninfa fugge veloce, ma l’accanito Alfeo le stava addosso e la incalzava energicamente, così come lo sparviero incalza le colombe spaventate. La ninfa correva invano attraverso le pianure e attraverso i monti, e, alla fine, stanca a causa di una fatica tanto grande, invoca la dea Diana e grida a gran voce: O Diana, aiuta la tua ancella! La dea viene commossa dalle preghiere e nasconde Aretusa in una fitta nube. Poi, il corpo della ninfa viene trasformato in acqua, e, attraverso le cavità del mare, viene portato a Siracusa, dove ritorna in superficie come (ossia: ” nella forma di”) una nuova sorgente.

Pag. 243 n. 5

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