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Verba Manent 1 - pag. 430 n. 2 → Aquila, feles et aper

Verba Manent 1

Pagina numero: 430

Versione numero: 2

Aquila, feles et aper

Un’aquila aveva realizzato il nido sul vertice di una quercia; una gatta aveva trovato una cavità alla metà della quercia, e lì aveva partorito; una scrofa aveva deposto la propria prole ai piedi della quercia, quando la gatta, con l’inganno e con una scellerata slealtà, mandò in rovina l’accidentale vicinato in questo modo. La gatta si arrampicò fino al nido dell’uccello, e disse: A te, e forse anche a me sventurata, si prepara la rovina; infatti una scrofa pericolosa scava la terra ogni giorno, difatti vuole abbattere la quercia ed uccidere facilmente la nostra prole sulla terra piana. Poi la gatta strisciò giù, verso la tana della scrofa setolosa. Disse: I tuoi figli sono in grande pericolo; infatti, appena sari uscita con il giovane branco, un’aquila ti porterà via i porcellini. Dopo che ebbe riempito di paura il luogo, la gatta fraudolenta finge spavento, e per tutto il giorno fa la guardia alla propria prole, ma, durante la notte, scivola via di nascosto, e procura il cibo. Al contrario l’aquila teme la rovina, e resta appollaiata sui rami; la scrofa vuole evitare il rapimento e non avanza all’esterno. Alla fine l’aquila e la scrofa vennero stremate dalla fame insieme ai loro piccoli, e in questa maniera fornirono alla gatta e ai suoi cuccioli un lauto pasto.

Versione tratta da: Fedro

Pag. 430 n. 2

→ Aquila in sublimi quercu nidum fecerat; feles cavernam in media quercu …

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