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Versione | pag. 179 n. 1 → Talvolta i sogni si realizzano

Il Tantucci Plus 2

Pagina numero: 179

Versione numero: 1

Talvolta i sogni si realizzano

In Agatocle, nella Storia, è scritto che il Cartaginese Amilcare, mentre assediava Siracusa, credette di udire il presagio che egli, il giorno successivo, avrebbe cenato a Siracusa. Quando però quel giorno fu spuntato, (sottinteso: “è scritto che”) nel suo accampamento si verificò (factam esse) una grande rissa tra soldati Cartaginesi e Siciliani. (Sottinteso: “è scritto che”) dopo che i Siracusani si furono accorti di ciò, essi fecero irruzione all’improvviso nell’accampamento, e Amilcare fu portato via, vivo, da quelli: così, la realtà confermò il sogno. La storia è piena di esempi, e ne è addirittura ricolma la vita di tutti i giorni. Ma certo quel famoso Publio Decio, figlio di Quinto, che per primo fu console tra i Decii, mentre era tribuno militare durante il consolato di M. Valerio e di A. Cornelio e il nostro esercito veniva incalzato dai Sanniti, poiché egli (→ Publio Decio) affrontava con troppa temerarietà i pericoli delle battaglie e veniva esortato ad essere più prudente, disse che nei sogni gli era parso di morire con la massima gloria, mentre si trovava nel mezzo dei nemici. E in quell’occasione, in verità, egli, incolume, liberò l’esercito dall’assedio; ma dopo tre anni, mentre era console, sacrificò sé stesso e, armato, si precipitò contro l’esercito dei Latini. Grazie a questo suo gesto, i Latini vennero sconfitti e annientati. E la morte di costui fu tanto gloriosa, che il figlio ne bramava una identica.

Versione tratta da: Cicerone
Pag. 179 n. 1

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