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Versione | pag. 380 n. 111 → Catilina, mostro di abiezione e sfrenatezza

Mirum Iter 1

Pagina numero: 380

Versione numero: 111

Catilina, mostro di abiezione e sfrenatezza

Ormai vedete in maniera manifesta la cospirazione contro il nostro Stato. Il nostro Stato sarà realmente fortunato a patto che abbia cacciato via questa fogna della città! Non c’è più spazio per la delicatezza: il fatto di per sé esige durezza! Per Ercole, dopo che il solo Catilina sarà stato tolto di mezzo, lo Stato si risolleverà e si rinvigorirà! Infatti quale malvagità, o quale misfatto, può essere immaginato o ideato, che egli non ha concepito? In tutta l’Italia quale avvelenatore, quale gladiatore, quale brigante, quale sicario, quale parricida, quale falsificatore di testamenti, quale truffatore, quale uomo dissoluto, quale sperperatore, quale adultero, quale donna diffamata, quale corruttore della gioventù, quale depravato, quale uomo disperato si può trovare, che non sia vissuto insieme a Catilina? Quale delitto è stato compiuto nel corso di questi anni senza di lui, quale orribile violenza non (è stato compiuta) tramite lui? Del resto, quale tecnica d’adescamento della gioventù ci fu mai in alcun uomo, grande tanto quanto ci fu in lui? E per di più, con che velocità (lett: “quanto immediatamente”) aveva radunato, non solamente da Roma, ma anche dalle campagne, un considerevole numero di uomini rovinati! Gli uomini, e soprattutto i giovani, che sono stati sopraffatti dai debiti non solamente a Roma, ma in tutte le zone dell’Italia, sono stati reclutati da Catilina per questo incredibile patto delittuoso (lett: “questo patto di delitto”).

Versione tratta da: Cicerone
Pag. 380 n. 111

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