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Verba Manent 1 - pag. 479 n. 1 → Le doti del buon maestro ei doveri degli alunni

Verba Manent 1

Pagina numero: 479

Versione numero: 1

Le doti del buon maestro ei doveri degli alunni

Il maestro, prima di ogni cosa, assuma verso i propri alunni l’animo di un genitore, e curi nella stessa misura le loro menti e i loro corpi. Che egli non abbia difetti, e che non ne tolleri. Che la sua severità non sia spiacevole, e che la sua socievolezza non sia sregolata, affinché di lì (ossia: “affinché da una severità spiacevole”) non nasca odio, e di qui (ossia: “da una socievolezza sregolata”) non nasca disprezzo. Che egli parli spesso con gli scolari delle cose oneste e giuste; che avvisi sempre, ma che punisca raramente. Quando corregge gli scolari, che metta da parte la collera e la durezza; quando insegna, che il suo linguaggio sia semplice e chiaro. Che risponda con piacere a chi gli fa domande e che interroghi di propria iniziativa gli scolari che non ne fanno. Che offra agli scolari molti esempi, poiché le parole stimolano gli animi, ma gli esempi li trascinano. Che gli scolari, invece, amino i loro maestri come dei genitori, li ascolteranno volentieri, e che credano alle loro parole. Che inoltre si radunino ogni giorno a scuola lieti e gioiosi, che svolgano diligentemente i loro doveri, e che si offrano docili all’apprendimento.

Versione tratta da: Quintiliano

Pag. 479 n. 1

→ Ante omnia magister parentis animum erga discipulos suos sumat …

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