Cassius
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Annianus poeta in fundo suo, quem in agro Falisco possidebat, agitare … 

Il Tantucci Plus 2

Pagina numero: 53

Versione numero: 35

Le ostriche e la luna

Il poeta Anniano, nella propria tenuta, che possedeva nel territorio Falisco, era solito trascorrere la vendemmia allegramente e piacevolmente. Per quei giorni invitò me e, parimenti, certi altri amici. Allora, a noi che cenavamo là, fu inviato da Roma un gran numero di ostriche. Dopo che quelle furono state servite senz’altro numerose, ma dato che erano secche e magre, Anniano disse: La luna, evidentemente, adesso è calante; per questa ragione anche l’ostrica, così come certe altre cose, è minuscola e senza succo. Poiché chiedevamo quali altri cose si rinsecchivano allo stesso modo quando la luna calava, disse: Forse non ricordate che il nostro Lucilio dice: La luna fa crescere le ostriche e riempie i ricci, ai topi gonfia le viscere e il fegato? D’altro canto, le medesime cose che si ingrandiscono quando la luna cresce, al contrario diminuiscono quando la luna cala. Pure gli occhi dei gatti, secondo le medesime fasi della luna, diventano o più grandi, o più piccoli.

Versione tratta da: Gellio