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Il Tantucci Plus 2

Pagina numero: 248

Esercizio numero: 10

Tullio saluta Tirone. Andrico è giunto presso di me il giorno successivo rispetto a quando lo aspettavo. Pertanto ho avuto una notte colma di timore e di preoccupazione. Dalle tue lettere non sono stato minimamente informato su come tu stia, ma sono stato tuttavia sollevato. Io mi astengo da ogni diletto e da ogni studio letterario, cose alle quali non riesco a dedicarmi prima di averti visto (lett.: “prima che ti avrò visto”).

Cicerone saluta Attico. Fino ad ora ho ricevuto da te un’unica lettera, spedita dodici giorni prima delle Calende di Giugno, nella quale si lasciava intendere che tu ne avessi spedita un’altra in precedenza, che io non ho ricevuto. Ma ti prego di scrivermi quanto più frequentemente possibile, non solo nel caso in cui avrai saputo o avrai sentito qualcosa, ma anche nel caso in cui avrai sospettato qualcosa, e soprattutto (ti prego di scrivermi) che cosa tu ritieni che io debba o non debba fare.

Cicerone saluta Attico. Sono esattamente trenta giorni, quando spedisco questa lettera, che non ricevo da te alcuna lettera. Ho in mente ormai, come ti ho scritto in precedenza, di recarmi in Epiro ed aspettare lì ogni avvenimento di rilievo. Ti supplico di scrivermi il più minuziosamente possibile se ci sarà qualcosa che tu noterai in qualsiasi ambito, e di inviare, come tu scrivi, lettere a mio nome a coloro ai quali tu ritieni che sia opportuno spedirle. Spedita cinque giorni prima delle Calende di Novembre.

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