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Versione | pag. 409 n. 20 → Alessandro Magno operato dal medico Critobulo

Grammatica Picta 1

Pagina numero: 409

Versione numero: 20

Alessandro Magno operato dal medico Critobulo

Dopo che Alessandro fu stato riportato nella tenda, i medici tagliarono (→ presente storico) il fusto (lett.: “la parte di legno”) della freccia conficcata nel corpo, affinché la punta non si muovesse. Poi, una volta denudato il corpo, si accorsero (→ presente storico) che nel dardo c’erano degli uncini, e che esso non poteva essere estratto in altro modo se non mentre la ferita veniva allargata. D’altra parte, i medici temevano di provocare, tagliando, un’emorragia di sangue, dal momento che il grosso dardo era penetrato nelle parti interne. Il medico Critobulo, terrorizzato in un pericolo così grande, temeva che l’esito negativo dell’intervento ricadesse sulla sua testa. Il re l’aveva visto che piangeva ed era impaurito, e disse: Perché non mi liberi il prima possibile da questa sofferenza? Forse temi di essere accusato perché io ho subìto una ferita inguaribile? A quel punto, alla fine, Critobulo si diede da fare. Dopo che la ferita fu stata allargata estesamente, e che la punta fu stata estratta, usciva una cospicua quantità di sangue, e il re perse (→ presente storico) i sensi. Immediatamente si udì (→ presente storico) lo schiamazzo e i pianti degli amici, che credevano che il re fosse morto (lett: “avesse spirato”). Alla fine il sangue si fermò, e, poco alla volta, il re riprese conoscenza e riconobbe coloro che si trovavano lì attorno.

Versione tratta da: Curzio Rufo
Pag. 409 n. 20

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