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Il Nuovo Latino a Colori 1 - pag. 275 n. 13 → La carestia e la pestilenza affliggono i soldati di Alessandro

Il Nuovo Latino a Colori 1

Pagina numero: 275

Versione numero: 13

La carestia e la pestilenza affliggono i soldati di Alessandro

Il re Alessandro arrivò presso gli Indiani costieri. (Essi) Popolano diffusamente una regione vasta e desolata, e non sono legati nemmeno ai confinanti tramite alcun diritto commerciale. L’isolamento ha abbrutito i temperamenti, selvatici anche per natura: le unghie, mai tagliate, sporgono, le capigliature sono ispide e trascurate. Edificano capanne con conchiglie e con tutti gli altri scarti del mare. Coperti dalle pelli delle belve, si nutrono di pesci disseccati al sole e pure della carne di numerose bestie che il mare ha rigettato. I Macedoni avevano bisogno di alimenti e, costretti dalla fame e dalla necessità, si cibavano delle radici delle palme. Però, nel momento in cui le radici erano venute meno, abbattevano le bestie da soma. Poi alla fame seguì un’epidemia: di certo gli insoliti sapori dei cibi insalubri, oltre alla fatica della marcia e alla tristezza d’animo, avevano diffuso la malattia. Una violenta pestilenza affliggeva i soldati. Perciò i campi erano zeppi di moribondi e di cadaveri. I soldati a stento portavano le armi: spesso chiamati a sé dagli ammalati, non se la sentivano neppure di prendersi cura dei loro. I soldati ammalati invocavano gli dei come testimoni, e l’aiuto del re. Il re, straziato dal dolore, chiese soccorso ai prefetti dei territori vicini: subito degli schiavi trasportarono sui cammelli cesti colmi di pietanza cotte. E così l’esercito, liberato per lo meno dalla fame, è fatto infine arrivare nel territorio della Cedrosia.

Versione tratta da: Curzio Rufo

Pag. 275 n. 13

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