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Versione | pag. 153 n. 26 → Eccezionalità di Alcibiade

Il Tantucci Plus 2

Pagina numero: 153

Versione numero: 26

Eccezionalità di Alcibiade

Alcibiade, il figlio di Clinia, (fu) Ateniese. In costui sembra che la Natura diede prova di cosa fosse capace di fare. Infatti risulta, tra tutti coloro che hanno tramandato aneddoti al suo riguardo, che nulla fu superiore a lui sia nei difetti, sia nelle qualità. Nacque in una città ricchissima, di gran lunga il più bello di tutti quelli della sua epoca, versato per tutte le cose e pieno di senno, e fu ricco; quando il momento lo richiedeva (era) operoso, tenace, generoso, magnifico nella condotta non meno che nello stile di vita; affabile, gentile, capace di adeguarsi in maniera estremamente astuta alle circostanze. Il medesimo, non appena si era rilassato e non incombeva un motivo per cui sopportare la fatica della mente, si scopriva amante del lusso, dissoluto, incline ai piaceri e a tal punto sregolato, che tutti si meravigliavano che in un solo uomo ci fosse un divario tanto grande e un’indole tanto divergente. Venne allevato nella casa di Pericle (si dice infatti che fosse il figliastro di lui), venne istruito da Socrate. Durante la guerra del Peloponneso, su decisione e per il prestigio di costui, gli Ateniesi dichiararono guerra ai Siracusani; e per condurre questa guerra venne scelto egli stesso in qualità di comandante, e gli furono inoltre assegnati due colleghi, Nicia e Lamaco.

Versione tratta da: Cornelio Nepote
Pag. 153 n. 26

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