Cassius
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Agriculturae imperiti et plurimis periculis obnoxii, homines agros et silvas peragrabant tempus degentes sicut ferae. Itaque Ceres hominum …

La Lingua delle Radici 1

Pagina numero: 286

Versione numero: 14

Cerere e Prometeo

Non pratici di agricoltura ed esposti a moltissimi pericoli, gli uomini percorrevano campagne e foreste trascorrendo il tempo come animali selvatici. Pertanto Cerere volle elevare le condizioni degli uomini: infatti la dea, madre delle messi, insegnò agli uomini, in modo assai benevolo, l’uso del grano. In seguito anche Prometeo si adoperò affinché gli uomini avessero uno stile di vita meno duro e più idoneo alla delicatezza umana: con l’aiuto di Minerva ascese assai velocemente al cielo e rubò il fuoco per donarlo generosamente agli uomini. L’impresa era già riuscita felicemente, ma Giove scoprì l’inganno e punì Prometeo con un castigo estremamente crudele: con dei chiodi di ferro lo inchiodò ad una rupe sul Caucaso, e un’aquila divorava di giorno il fegato (di Prometeo) che ricresceva di notte. Prometeo perciò scontò pene eterne e immutabili, ma grazie al dono del fuoco gli uomini condussero una vita di gran lunga migliore.

Pag. 286 n. 14

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