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Versione | pag. 310 n. 8 → Ulisse e Palamede

Codex 1

Pagina numero: 310

Versione numero: 8

Ulisse e Palamede

Agamennone e Menelao, i figli di Atreo, guidavano un grande esercito contro la città di troia; e così, si recarono sull’isola di Itaca presso Ulisse, figlio di Laerte ed eroe valoroso: a lui infatti un oracolo aveva predetto: Se avrai raggiunto Troia, rivedrai la patria dopo venti anni da solo, senza compagni. A quel punto Ulisse, poiché aveva deciso di tirarsi indietro dalla spedizione, temeva l’ambasceria dei comandanti: quelli, infatti, desideravano condurlo alla guerra. Così (Ulisse → soggetto sottinteso) simulò la follia e attaccò all’aratro un cavallo insieme ad un bue. Ma, poiché Palamede si era accorto della finzione, mise davanti all’aratro Telemaco, il figlio di Ulisse. Davanti ai figli di Atreo aveva detto: Se l’aratro sarà stato deviato da Ulisse, la sua simulazione sarà scoperta. Poiché Ulisse deviò immediatamente l’aratro, Palamede disse: Metti da parte la simulazione, o Ulisse, e vieni a Troia! La tua gloria, per via delle importanti imprese, sarà grande. A quel punto Ulisse fu costretto a partire, ma in seguito fu sempre ostile a Palamede.

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