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Versione | pag. 509 n. 171 → Ottaviano e Antonio: lo scontro finale

Mirum Iter 1

Pagina numero: 509

Versione numero: 171

Ottaviano e Antonio: lo scontro finale

Giunse, alla fine, il giorno dello scontro finale, nel quale Cesare (Ottaviano) e Antonio, fatte avanzare le flotte, si scontrarono l’uno per la salvezza, l’altro per la rovina del mondo. L’ala destra delle navi dei Giuliani venne affidata a M. Lurio, la sinistra venne affidata ad Arrunzio; Agrippa aveva il controllo generale dello scontro navale. Cesare (Ottaviano), assegnato a quella parte verso la quale venisse chiamato dalla sorte, era presente dovunque. Quando iniziò lo scontro, da una delle due parti ci furono tutte le occorrenze: il comandante, i rematori, i soldati, dall’altra non ci fu nulla, all’infuori dei soldati. Cleopatra prende la fuga per prima. Antonio preferì essere compagno della regina che fuggiva piuttosto che dei suoi soldati che combattevano, e il comandante, che avrebbe dovuto infierire contro i disertori, fu disertore del proprio esercito. A quelli, anche dopo che era stato tolto il comandante, perdurò, molto valorosamente, per molto tempo la tenacia del combattere, e sebbene perduta la speranza di vittoria, si combatteva fino alla morte. Cesare (Ottaviano) desiderando placare con le parole coloro che avrebbe potuto massacrare con la spada, gridando e mostrando che Antonio era fuggito, domandava per chi e con chi combattessero. Alla fine quelli, dopo aver a lungo combattuto in difesa di un comandante assente, abbassate malvolentieri le armi, cedettero la vittoria, mentre Cesare (Ottaviano) garantiva (loro) la vita e il perdono.

Versione tratta da: Velleio Patercolo
Pag. 509 n. 171

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