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Il Nuovo Latino a Colori 1 - pag. 286 n. 15 → I Romani espugnano Lamia e attaccano Anfissa

Il Nuovo Latino a Colori 1

Pagina numero: 286

Versione numero: 15

I Romani espugnano Lamia e attaccano Anfissa

Il console Ancilio si accinse ad espugnare Lamia. Partito da Elazia, pose l’accampamento nel territorio dei nemici, presso il fiume Spercheo; quindi, all’alba, assalì le mura con una linea circolare di soldati. Ci fu grande paura. Gli abitanti della città, tuttavia, in una circostanza di pericolo così imprevista, difesero la città con tenacia. Acilio diede il segnale della ritirata, e riportò i suoi soldati nell’accampamento. L’indomani, assalite numerose posizioni, prese la città nello spazio di poche ore. A quel punto, il bottino fu in parte rivenduto, in parte spartito. Acilio, ottenuta la vittoria, tentò di assediare Anfissa. Da Eraclea l’esercito fu condotto là attraverso (il monte)l’Eta. Dopo che pose l’accampamento presso le mura, si accinse ad espugnare la città non con una linea circolare di soldati, così come a Lamia, ma per mezzo delle macchine d’assedio. Gli arieti venivano avvicinati simultaneamente da molte posizioni, e le mura venivano abbattute; tuttavia, gli abitanti della città non tentavano di organizzare o di ideare nulla in opposizione a un tale genere di congegni; contando sulle armi e sul valore, con frequenti scorrerie scompaginavano sia le postazioni di guardia dei nemici, sia i soldati che si trovavano attorno ai lavori e alle macchine d’assedio. Ciononostante, le mura erano state demolite in numerosi punti, e altre truppe di Romani attaccarono Anfissa. Gli abitanti abbandonarono la città – ormai, infatti, era stata spogliata della gran parte delle mura – e tutti gli uomini armati e quelli disarmati si ritrassero sulla rocca, che considerano inespugnabile.

Versione tratta da: Livio

Pag. 286 n. 15

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