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Versione | pag. 333 n. 6 → Una lettera di Cicerone alla moglie e ai figli

Codex 1

Pagina numero: 333

Versione numero: 6

Una lettera di Cicerone alla moglie e ai figli

Da Aristocrito ho ricevuto tre lettere, che ho quasi cancellato con le lacrime. O mia Terenzia, sono sfinito dall’afflizione, e sono più infelice che abbattuto d’animo, poiché la sventura è per noi comune, ma la colpa è solo mia. Nel corso dei giorni e delle notti ho davanti agli occhi la vostra desolazione, la vostra tristezza, la fiacchezza della tua salute; e tuttavia la speranza della mia salvezza è piuttosto debole. Gli avversari sono molti, quasi tutti livorosi. Mandarmi in esilio è stato difficile, tenermi lontano è facile. Eppure, tuttavia, fino a che sarete speranzose (lett.: “fino a quando sarete nella speranza”), non mi perderò d’animo.

Versione tratta da: Cicerone
Pag. 333 n. 6

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